lunedì 30 maggio 2011

Ho dimenticato mio figlio!

I bambini si possono dimenticare? NO!
Non è questione di moralismo, è questione di responsabilità e di priorità assolute!
In un mondo in cui imperversa la realtà virtuale si diffonde la percezione della reversibilità, anche in ambiti in cui non è ammissibile. Uno di questi è l'esistenza altrui che dipende totalmente da noi. Parliamo del rapporto unico e speciale dei genitori-figli. Non è possibile concedere deroghe, attenuanti o giustificazioni. Siamo custodi di vite e questa è una responsabilità enorme, troppo pesante? A volte sì, ma è parte del gioco che abbiamo deciso di giocare nel momento in cui abbiamo scelto di essere genitori.
Ciò che è accaduto nella cronaca di questi giorni e l'indulgenza con cui si è trattato INDIGNANO, perché sembra proprio che ci sia la paura di assumersi responsabilità e conseguenze. Abbiamo sentito invettive contro chi dimenticava animali in auto e comprensione più o meno manifesta per padri e madri che dimenticano i figli. E' giusto? Noi non crediamo. E se Sartre aveva ragione quando diceva che il gesto di un uomo è il gesto dell'Uomo (leggi umanità), noi, in quanto appartenenti al genere umano, ci vergogniamo.

giovedì 19 maggio 2011

Mamma-tigre o mamma-agnello?

"Rilassatevi, divertitevi, lasciate che i vostri figli stiano davanti al computer o alla tivù e per cena ordinategli la pizza. È l'inaspettato consiglio che un nuovo guru dell'infanzia (e adolescenza) dà ai genitori di oggi, spiegando che è impossibile programmare i bambini per farli diventare Einstein o Mozart. Sottoporli a impegni troppo gravosi e regole troppo severe può avere risultati controproducenti, ammonisce il professor Bryan Caplan in un nuovo manuale che fa discutere sulle due sponde dell'Atlantico: "Il talento e l'immaginazione non si possono insegnare, i figli vanno lasciati liberi di fare le scelte che desiderano, senza costringerli a una faticosa routine di sport, lezioni di danza e pianoforte, niente giochi e passatempi". (Tratto da la Repubblica)
Cosa pensate di questo modello? E' innovativo? O troppo permissivo? Propone la modalità più corretta per far emergere le vere inclinazioni di ognuno? O racchiude in sé un eccesso di permissivismo? 

giovedì 5 maggio 2011

Voglio essere una principessa

"Papà non sono il tuo tesoro: voglio essere una principessa. Non potresti chiamarmi princess?"
Coroncina di plastica sui lunghi capelli biondi e una maglietta con l'immagine di Rapunzel, [...] ultima affiliata all'esclusivo club delle principesse Disney, rappresenta bene il mondo da favola di Jenny Hyden, newyorkese di 4 anni. Ma non pensate che la sua innocente megalomania sia un caso isolato [...] A dare l'allarme ci ha pensato Peggy Orenstein, opinionista del New York Times ed esperta di girl-culture: diventata mamma nel 2004, pur vivendo in una città alternativa come Berkeley, si è vista sprofondare in un mondo rosa confetto dominato dal modello Cenerentola [...] "Certo, le principesse ci sono sempre state - riflette Peggy Orenstein - anche noi giocavamo così da bambine: prendevamo i gioielli della mamma, ci mettevamo uno scialle in testa. La differenza è che oggi quel gioco non è più una scelta, ma viene imposto dal mercato".
Come il bikini push per bambine di 6 anni messo in commercio da Abercrombie & Ficht, i make up per bambine di 8, e quelle Bratz in minigonna che fanno sembrare Barbie una bacchettona.
"Credo si tratti di una vera emergenza sociale - estremizza Peggy Orenstein - Ma qualcosa si sta muovendo. Non puoi pretendere che un bambino sia critico verso i suoi giocattoli. Puoi però mostrargli che c'è sempre qualcosa di più divertente da fare". (tratto da D di Repubblica del 30 aprile 2011).

lunedì 21 marzo 2011

L'Italia è donna

Eleonora Duse
Ada Negri
Maria Montessori
Grazia Deledda
Anna Magnani
Rita Levi Montalcini
Nilde Iotti
Margherita Hack
Gae Aulenti
Oriana Fallaci
Carla Fracci
Prendendo spunto da un dossier di Donna Moderna in cui si rende omaggio all'intelligenza femminile, ci piacerebbe sapere quali altre donne, secondo voi, hanno reso grande il nostro Paese!

lunedì 28 febbraio 2011

Berlusconi vs Heidegger

"Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli che la famiglia vuole inculcare al suo interno". (S. Berlusconi)
Obiettiamo solo che né la famiglia né la scuola, qualunque sia, dovrebbero INCULCARE principi, bensì promuovere un PENSIERO CRITICO tale da liberare la realizzazione di una forma autentica di esistenza.
Al "sostituire dominando" prediligiamo l'"anticipare liberando" di heidegerriana memoria!

lunedì 21 febbraio 2011

LITTLE MISS AMERICA

Arriva anche da noi "Little Miss America", programma americano che, come riporta Venerdì di Repubblica, "Un po' reality, un po' documentario, esplora il complesso mondo dei concorsi di bellezza per bambine." La beauty coach Margie Mooney più avanti ci spiega: "I giudici non cercano spontaneità né bellezza, cercano perfezione. Vanno a caccia di errori". E ancora la mamma di Eden, una delle piccole concorrenti, di fronte alla domanda sul futuro della bambina, risponde: "Ci penserò domani".
Ci rimane davvero poco da aggiungere e molta amarezza...

martedì 15 febbraio 2011

Vogliamo un Paese che rispetti le donne

Questo era lo striscione srotolato dalla terrazza del Pincio in piazza del Popolo a Roma, che ha ospitato circa 200.000 persone (Corriere della Sera del 15 febbraio 2011).
Perché dobbiamo ancora esigere e ribadire questo diritto?

martedì 8 febbraio 2011

In ricordo di Giovanni Bollea

"Ho cercato di spiegare come per me educare significhi guidare amorevolmente il bambino a sviluppare la propria personalità seguendo il nostro istinto e rispettando ilsuo, senza dimenticare gli insegnamenti della tradizione e l'apporto innovativo della cultura."(da Le madri non sbagliano mai di Giovanni Bollea)
Grazie di cuore...

giovedì 3 febbraio 2011

Cuore caldo e mente fredda

In uno dei nostri incontri dedicati ai genitori abbiamo affrontato il tema della sessualità nella preadolescenza. Grazie all'intervento del dott. Claudio Cena, ginecologo di grande esperienza, sono stati attraversati argomenti spesso percepiti come difficili.
Oltre agli aspetti fisici e psicologici che caratterizzano questa età, si è discusso molto riguardo al modo con cui una mamma o un papà possono parlare di sesso con i figli.
Ringraziamo tutte le mamme che hanno partecipato e vi chiediamo: secondo voi esiste un "modo giusto" per parlare di sesso con dei ragazzini?

giovedì 27 gennaio 2011

LA GIORNATA DELLA MEMORIA

"A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che "ogni straniero è nemico". Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all'origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager.(...) La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo." PRIMO LEVI ( da  Se questo è un uomo).

mercoledì 12 gennaio 2011

Il tabù del sesso

Maria Novella De Luca scrive su la Repubblica di oggi 12 gennaio 2011: "La legge non c'è, i corsi nemmeno, e i ragazzi si arrangiano, come possono, dove possono. C'è sempre qualcuno un po' più grande che spiega come si fa, ma soprattutto c'è la Rete, unica, grande ma spesso improvvisata fonte di informazione [...] i giovanissimi vivono e sperimentano l'amore senza rete, l'età del primo rapporto, dicono le statistiche, è di 14 anni, ma è difficile proteggersi e preservarsi se si è poco più che bambini [...]".
Più avanti è riportata una dichiarazione di Anna Sampaolo, coordinatrice dei corsi di educazione sessuale per l'Aied, che dice: "[...] Invece la cosa più bella è che in questi incontri si discute di affettività, di relazioni tra maschi e femmine, di rispetto per il proprio corpo, di sesso certo, ma come risultante di tutto questo [...]".
Noi siamo assolutamente d'accordo con quanto riportato anche in base alla nostra esperienza e riteniamo che sia compito della scuola e della famiglia parlare e informare i giovani sulla sessualità (sia dei piaceri che dei rischi).