mercoledì 28 luglio 2010

PROCESSO AI GENITORI...E AI PEDAGOGISTI?

"[...] Con la rivoluzione tecnologica e dei costumi, l'infanzia si è trasformata in un'isola di privilegio da proteggere", spiega la sociologa di Princeton Viviana Zelizer, "un progetto da scolpire, stimolare, istruire e viziare. Se un tempo erano i nostri servitori - conclude -, i nostri figli ora sono diventati i nostri padroni [...]", da il Corriere della sera di domenica 25 luglio p. 27.
Tra "servitori" e "padroni", secondo noi, c'è una buona via di mezzo: che l'infanzia venga protetta è una conquista indiscussa e da preservare sempre. Questo significa rispettare l'infanzia per ciò che è: un'età che ha bisogno di una guida forte, rappresentata dagli adulti di riferimento. Non vuol dire certo concedere a un bambino inconsapevole e impreparato alla vita qualsiasi cosa.
L'altro aspetto che ci colpisce è l'ansia dei genitori nell'educare i figli. Le professioni come la nostra vorrebbero, al contrario, scardinare il falso mito del genitore perfetto e sollevarlo dai sensi di colpa. Spesso la proliferazione eccessiva di scritti, consigli di vario genere e dubbia legittimità ottengono, però, l'effetto opposto.
Secondo voi qual è il motivo (che forse noi dal nostro punto di vista non cogliamo) che determina questa sensazione?

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