martedì 8 giugno 2010

L'invasione della cellulite

C'è una pubblicità che dichiara con tono perentorio e assertivo: "La cellulite è una malattia".
Se così è, siamo in presenza di una pandemia e noi stiamo per morirne!
Come noi, peraltro, un congruo numero di donne e, probabilmente, anche qualche uomo...
Ciò posto, cosa non ci piace di questo messaggio?
Non ci piace il fatto che un inestetismo necessiti di toni gravi e seri per venderne il presunto rimedio.
Ammesso che la si possa chiamare malattia, ci sembra davvero esagerato e, quanto meno, inappropriato utilizzare un termine così carico di significati importanti e spesso dolorosi, sia a livello fisico sia a livello emotivo e psicologico.
Tutto questo ci appare molto grave, poiché è l'uso strumentale e tendenzioso del linguaggio che contribuisce a strutturare i "pensieri" di una società e a condizionarne i comportamenti. Così in modo sotterraneo e pervasivo si definisce ciò che ha valore e ciò che non ne ha, secondo parametri commerciali che tendono a omogeneizzare piuttosto che a differenziare.
Se poi davvero la cellulite fa parte di un quadro clinico importante, riteniamo che ci voglia ben più di una crema per curarla!

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