"Parlarne è un tabù. Ma è un fenomeno sempre più diffuso. Padri accoltellati per una sfida alla Playstation. Madri riempite di botte per comprarsi un vestito", tratto da Donna Moderna del 12 maggio 2010, pag.44.
I ragazzi adolescenti che utilizzano la violenza come forma di comunicazione intrafamiliare spesso hanno alle spalle un'infanzia da piccoli tiranni. Sono stati, cioè, bambini a cui sono stati detti pochi no, incapaci di gestire la frustrazione e di discernere tra desiderio e bisogno. Il rapporto con i genitori è fondamentale, tanto che, più avanti, l'articolo continua così: "[...] una volta un genitore voleva essere ubbidito. Oggi chiede di essere amato e non accetta la distanza emotiva del figlio [...] Un bambino che alza la voce provoca nei genitori una sofferenza insopportabile. Sa di avere un grande potere. E alla fine un padre o una madre cede a qualsiasi capriccio".
Bisogna ricordarsi, però, che un bambino così soffre, poiché egli necessita di no che siano regolatori dei suoi impulsi altrimenti non governabili.
Autorevolezza: la capacità di amare senza la paura di essere odiati.
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