giovedì 27 maggio 2010

La guerra raccontata ai bambini

Ciao a tutti!
Sabato 22 maggio, all'interno di un ciclo di letture nella biblioteca comunale di Lodi, è stata letta una fiaba che noi abbiamo scritto e illustrato. Le fiabe che scriviamo solitamente affrontano temi emotivi con il linguaggio simbolico, tipico delle fiabe, adatto e comprensibile dai bambini. Per questo, in genere, sono rivolte a genitori che vogliano comunicare attorno a nuclei emotivi con i propri figli in un modo rassicurante ed efficace.
In questo caso, la fiaba racconta la guerra (e il conflitto in senso ampio) attraverso la metafora del silenzio, sulla base di una storia personale narrataci da un'amica che ha vissuto in prima persona questa esperienza.
Vorremmo condividere con voi un'esperienza per noi emozionante!

giovedì 20 maggio 2010

Monster Parents

"[...] Ventiseimila insegnanti e altri operatori scolastici dell'area metropolitana di Tokyo hanno stipulato un'assicurazione contro azioni legali da parte dei genitori [...]", tratto da Il Venerdì di Repubblica, 14 maggio 2010, pag. 47.
Tutto ciò accade in Giappone, ma la situazione non sembra essere molto diversa in Italia. Spesso, infatti, i genitori ritengono il comportamento degli insegnanti eccessivamente severo o punitivo nei confronti dei loro figli. Benché i genitori esigano che i figli siano rispettosi nei confronti degli insegnanti, contraddicono con il loro atteggiamento questa pretesa, poiché nel contrastare le loro decisioni li destituiscono di ogni autorità.
Come possiamo insegnare a qualcuno a rispettare una figura istituzionale se non diamo noi per primi l'esempio?

giovedì 13 maggio 2010

Dimmi di no così so che mi ami

"Parlarne è un tabù. Ma è un fenomeno sempre più diffuso. Padri accoltellati per una sfida alla Playstation. Madri riempite di botte per comprarsi un vestito", tratto da Donna Moderna del 12 maggio 2010, pag.44.
I ragazzi adolescenti che utilizzano la violenza come forma di comunicazione intrafamiliare spesso hanno alle spalle un'infanzia da piccoli tiranni. Sono stati, cioè, bambini a cui sono stati detti pochi no, incapaci di gestire la frustrazione e di discernere tra desiderio e bisogno. Il rapporto con i genitori è fondamentale, tanto che, più avanti, l'articolo continua così: "[...] una volta un genitore voleva essere ubbidito. Oggi chiede di essere amato e non accetta la distanza emotiva del figlio [...] Un bambino che alza la voce provoca nei genitori una sofferenza insopportabile. Sa di avere un grande potere. E alla fine un padre o una madre cede a qualsiasi capriccio".
Bisogna ricordarsi, però, che un bambino così soffre, poiché egli necessita di no che siano regolatori dei suoi impulsi altrimenti non governabili.
Autorevolezza: la capacità di amare senza la paura di essere odiati.

giovedì 6 maggio 2010

Quando la mamma copia la figlia

Da la Repubblica, 4 maggio 2010, Quando la mamma copia la figlia, p. 31: "[...] Amiche, complici, quasi sorelle. Scambiano vestiti e libri, guardano insieme le serie televisive, scherzano sui maschi. Madri e figlie si assomigliano sempre di più, condividono gli stessi interessi [...]".
Più avanti lo psicoanalista Luigi Zoja  così commenta: "[...] E' importante essere anche amici con i propri figli, ma le amicizie possono finire, mentre il rapporto di genitorialità non muta con il tempo [...]".
Sicuramente i rapporti tra genitori e figli sono oggi più fluidi e questo apre un importante spazio di dialogo tra loro; il genitore, però, non dovrebbe mai rinunciare al proprio ruolo stabile e autorevole, poiché il suo compito è di essere un sicuro punto di riferimento.
Voi come descrivereste il rapporto con i vostri genitori da adolescenti? E, se ne avete, come descrivereste quello con i vostri figli?