mercoledì 22 dicembre 2010

"Maestro" a 9 anni?

"Samuel Sevian ha 9 anni, 11 mesi, 25 giorni e già due record. Il primo è da urlo: Samuel è il più giovane "maestro" di scacchi della storia degli Stati Uniti. Il secondo è da incubo: Samuel non ride mai. O quasi." Da la Repubblica di Lunedì 20 Dicembre 2010.
Cosa possiamo augurare a un bambino senza sorriso?

giovedì 16 dicembre 2010

Un libro per Natale

C'è un libro che per voi rappresenta il Natale?
Cosa vi piace leggere sotto l'albero in compagnia degli amici, del partner o dei vostri figli?
Ci sono letture che vi accompagnano dall'infanzia?

giovedì 2 dicembre 2010

Il benessere è nel nostro cuore?

"La cosa fondamentale per il benessere dell'uomo è chiaramente ciò che risiede in lui stesso o da lui proviene. Tutto il resto che sta al di fuori di lui ha un'influenza solo mediata", Arthur Schopenhauer.
E se, guardando dentro di sé, non si ritrovano più risorse necessarie per il proprio benessere? A cosa ci rivolgiamo in queste situazioni?

lunedì 22 novembre 2010

Giornata internazionale sui diritti per l'infanzia

Sabato 20 Novembre si è svolta la GIORNATA INTERNAZIONALE SUI DIRITTI PER L'INFANZIA.
Uno dei temi di riflessione è stato la violenza sui bambini.
SAVE THE CHILDREN da anni si batte per eliminare le punizioni corporali come metodo educativo.
Vi riportiamo un'interessante considerazione del Dott. Boienti, psicologo dell'età evolutiva: la frase "una sculacciatina sul sedere non ha mai fatto male a nessuno" è utilizzata nel tentativo di negare o minimizzare la pericolosità delle percosse. Tuttavia "essere sculacciati getta i bambini in un forte stato emotivo confusionale che rende loro difficile imparare la lezione".
Secondo voi è così?

mercoledì 17 novembre 2010

Quale educazione?

La trasmissione di Fabio Fazio "Vieni via con me" ci piace! Questo si sa!
Allora sulla scia degli elenchi, proviamo a dire ciò che per noi è educazione:
LIBERTA'
CONSAPEVOLEZZA
DIGNITA'
RISPETTO
AMORE
CONDIVISIONE
SENSO CRITICO
SENSO DI GIUSTIZIA
SENSO DI RESPONSABILITA'

E voi cosa aggiungereste?
E se tutto questo venisse a mancare, che elenco avremmo?

mercoledì 10 novembre 2010

Vieni via con me

Fabio Fazio, Roberto Saviano, Roberto Benigni e tutti gli altri ospiti di "Vieni via con me" ci hanno lasciato senza parole...e chi ci conosce sa quanto sia straordinario questo evento! Permetteteci solo due considerazioni:
1. politica, libertà e democrazia, echeggiando Gaber, sono partecipazione;
2. è ancora possibile fare una buona televisione (anche educativa), divertendo e divertendosi.
Grazie!

lunedì 8 novembre 2010

Palombelli rossa (?)

Avete visto Antonello Piroso ieri sera?
Uno degli ospiti è stata Barbara Palombelli. Bell'intervista!
Alcune risposte, però, ci hanno fatto pensare: la Sig.ra Palombelli, per rispondere alla domanda sulla telefonata del Presidente del Consiglio in commissariato a proposito del ben noto "caso Ruby", ha fatto riferimento alla propria passata esperienza in qualità di moglie del Sindaco di Roma. In quel periodo, ci assicura la Sig.ra Palombelli, molte persone si avvicinavano a loro per i motivi più bizzarri. Ma soprattutto molti sono i "questuanti" che cercano soluzioni ai propri problemi, rivolgendosi a uomini di potere. Bene, non stentiamo a crederlo. Ci piace anche il ragionamento secondo cui non esiste, salvo in casi eccezionali, tutto il bene da una parte e il male dall'altra. Detto questo perché, ci chiediamo, una donna così fuori dagli schemi, così audace da sostenere posizioni assolutamente impopolari stenta a dire una parola netta su un comportamento che non è privato, per il semplice fatto che appartiene più alla sfera dei  reati che non a quelli di comportamenti fuori dalla morale? E poi perché speriamo che le donne non aspirino a vendersi per affermarsi, ma riteniamo accettabile che ci vengano proposti modelli che favoriscono proprio questo tipo di atteggiamento?

giovedì 28 ottobre 2010

Ma la coppia basta a se stessa?

Uomo e donna all'interno della coppia giocano ruoli che si alimentano all'interno del loro microcosmo sentimentale.
Vero è che le risorse a cui attingere non possono essere totalmente autogene alla coppia.
Esse si nutrono di stimoli esterni, che provengono anche dai ruoli che uomo e donna  giocano nel lavoro, nelle amicizie, negli hobbies...
Quanto di quella persona "extra-coppia" conosciamo? E quanto ci interessa conoscerla?

giovedì 21 ottobre 2010

Incontro APEI

Sabato siamo state molto contente di ospitare nel nostro studio il dott. Alessandro Prisciandaro, presidente dell' APEI, con altri colleghi provenienti dal nord Italia per discutere della professione dei pedagogisti. Le suggestioni sono state molte; è emerso ancora una volta che il lavoro del pedagogista ha mille sfacc...ettature, ma una radice comune. In effetti c'è bisogno di fatti e non solo di parole.

martedì 12 ottobre 2010

La mia prima volta...

Parlando con colleghi e altri professionisti medici, è emerso che l'età del primo rapporto sessuale è sempre più bassa e, molto spesso, si ha alle scuole medie. A questa età i ragazzi sono impreparati a vivere consapevolmente tale esperienza sia da un punto di vista emotivo, sia da un punto di vista cognitivo.
In questo modo si elimina tutta la parte di aspettativa e di fantasticherie attorno a quel momento, riducendo l'atto ad una mercificazione del proprio corpo.
Questo è pericoloso non per motivi morali, ma per motivi legati allo sviluppo della capacità affettiva ed emotiva. Se vivo la sessualità senza investimenti emotivi su di essa, preoccupandomi più dell'azione che dei sentimenti ad essa legati, mi precludo la possibilità di fare un'esperienza costruttiva: non attribuisco a quell'atto un valore, non sarò in grado di costruire relazioni, di avere rispetto per il mio corpo, di sapere che valgo al di là di uno scambio commerciale.

giovedì 30 settembre 2010

Ballo e mi sballo...

"Stordirsi"e "sballare", specialmente in situazioni ritualizzate come quelle del sabato sera in compagnia, sono le finalità che spingono i giovani a bere. Non a caso una nuova moda sempre più diffusa è quella delle "dosi" di alcol: drink in bustine monoporzione che contengono vodka, gin, rum, tequila, che possono essere bevute ovunque e costano solo un euro e mezzo. "L'effetto - cita il Rapporto a p. 24 - è quello di una "botta" immediata, un rituale simile, nella ricerca dell'effetto, a quello di una sniffata di coca o dell'assunzione di una pasticca".
Da segnalare anche gli alcolpop, bevande alcole già miscelate con bibite a base dizucchero, studiate ad hoc  per i preadolescenti e assai pericolose." Da Il volto del futuro di Marco Ostoni, in "aggiornamenti sociali", settembre-ottobre 2010.
Vorremmo solo complimentarci con l'ideatore/i di questa bella bella trovata...

lunedì 20 settembre 2010

Idiosincrasie della natura umana

"I bambini sono altezzosi, sprezzanti, collerici, invidiosi, curiosi, interessati, volubili, pavidi, intemperanti, bugiardi, finti; ridono e piangono con facilità; hanno gioie smodate e afflizioni amare per inezie; non vogliono soffrire fisicamente; ma piace loro far soffrire: sono già uomini", Jean de la Bruyére (critico francese del '600).
Con tutta la sua portata provocatoria, questo aforisma contiene i segni della natura umana.
Assolutamente legittimi nell'infanzia.
Ma nell'età adulta?

lunedì 6 settembre 2010

Parliamo di sesso...

Arriva il momento in cui i bambini ci pongono la fatidica domanda sul sesso. Spesso i genitori sono in difficoltà, perché pensano immediatamente al nudo e crudo atto sessuale. Ma noi ci chiediamo: tra la classica spiegazione del fiore e le api e incomprensibili argomentazioni scientifiche, non esiste una buona via di mezzo? E' proprio così difficile parlarne? Forse l'imbarazzo nasce dall'abitudine adulta di distinguere l'atto dall'affettività?
Voi, come rispondereste?

mercoledì 28 luglio 2010

PROCESSO AI GENITORI...E AI PEDAGOGISTI?

"[...] Con la rivoluzione tecnologica e dei costumi, l'infanzia si è trasformata in un'isola di privilegio da proteggere", spiega la sociologa di Princeton Viviana Zelizer, "un progetto da scolpire, stimolare, istruire e viziare. Se un tempo erano i nostri servitori - conclude -, i nostri figli ora sono diventati i nostri padroni [...]", da il Corriere della sera di domenica 25 luglio p. 27.
Tra "servitori" e "padroni", secondo noi, c'è una buona via di mezzo: che l'infanzia venga protetta è una conquista indiscussa e da preservare sempre. Questo significa rispettare l'infanzia per ciò che è: un'età che ha bisogno di una guida forte, rappresentata dagli adulti di riferimento. Non vuol dire certo concedere a un bambino inconsapevole e impreparato alla vita qualsiasi cosa.
L'altro aspetto che ci colpisce è l'ansia dei genitori nell'educare i figli. Le professioni come la nostra vorrebbero, al contrario, scardinare il falso mito del genitore perfetto e sollevarlo dai sensi di colpa. Spesso la proliferazione eccessiva di scritti, consigli di vario genere e dubbia legittimità ottengono, però, l'effetto opposto.
Secondo voi qual è il motivo (che forse noi dal nostro punto di vista non cogliamo) che determina questa sensazione?

mercoledì 21 luglio 2010

CONCOMBRE ZOMBI

"Non solo magia nera, riti di possessione, morti viventi, bamboline infilzate. Il vudù è molto di più [...] è in realtà l'ossatura nascosta della società haitiana. Un'organizzazione ombra, fatta di associazioni segrete, che penetra tutti i gangli dello Stato [...] Queste creature (gli zombie, ndr), entrate prepotentemente nell'immaginario contemporaneo grazie al cinema e ai videoclip, ad Haiti esistono davvero [...] sono dei poveri disgraziati ai quali viene somministrata una sostanza che induce uno stato di morte apparente. Si tratta della tetrodotossina, una delle neurotossine più potenti in natura, che gli hungan (potenti sacerdoti vudù, ndr) estraggono con un procedimento antichissimo dal fegato del pesce palla. Dopo alcuni giorni il presunto morto viene ridestato clandestinamente con un antidoto a base di datura stramonium, estratto da una pianta che ad Haiti si chiama significativamente concombre zombi, ossia il cetriolo degli zombi [...] Coloro che vengono sottoposti a un simile trattamento perdono soprattutto la facoltà di intendere e di volere, diventanom degli automi senza carattere, dei corpi senza volontà. [...] La zombificazione era dunque un importante strumento tradizionale di controllo sociale piegato poi ad altri scopi. Fino a diventare una superstiziosa chimica della tirannide", da il Venerdi di Repubblica, 16 luglio 2010, pagg. 22-23.
Nella nostra società non si ricorre a strumenti chimici, ma quali dispositivi pedagogici latenti  vengono subdolamente attuati per controllare  intenzioni e volontà?  Per  esempio,  aver sottratto parole all'uso comune,  appropriandosene in maniera esclusiva, non è una forma di dominio sulla libera espressione?

lunedì 12 luglio 2010

Omofobia: paura del diverso? No, dell'uguale.

"[...] Il termine “omofobia” indica un insieme di atteggiamenti negativi nei confronti dell’omosessualità e delle persone omosessuali [...] (Prati, Pierantoni, Buccoliero e Maggi, 2010)”, da Psicologia e scuola 2010 n. 9.

In Islanda lo scorso 12 giugno è stata approvata una legge che rende possibile i matrimoni di coppie omosessuali!
E in Italia? Da noi non vengono riconosciute neanche le coppie di fatto!
Cosa significa, dunque, civile convivenza e libertà di espressione?
Noi riconosciamo come patrimonio storico-culturale i discorsi del Duce, dimenticandoci di specificare che, comunque, il fascismo è stato messo fuorilegge.
Come possiamo pretendere di rispettare chi non la pensa come noi?
Come possiamo ancora sostenere: “Non condivido le tue idee, ma darei la vita perché tu possa esprimerle”?

lunedì 28 giugno 2010

Santa Caterina, chi se li fa se li nina

"[...] Ma allora, per voi i bambini non sono una risorsa? In Finlandia le aziende considerano ogni figlio di un dipendente un loro figlio, un investimento sul futuro. Da proteggere, coccolare. Ci sono gli asili per tutti, gli orari di lavoro sono pensati in modo da permettere di seguire la famiglia, a nessuno verrebbe mai in mente di ostacolare una mamma o un papà [...]". Questo stralcio di articolo è tratto da Donna Moderna del 16 giugno 2010, pag. 19 ed è scritto dal caporedattore Sabrina Barbieri.
La conversazione riportata risale a quindici anni fa, ma la situazione in Italia non sembra molto cambiata.
Ci rendiamo conto che il discorso è sempre lo stesso, ma proprio per questo è sempre più grave!
Infatti, banalizzare il fatto che manca completamente una rete di sostegno sociale e statale per la donna-lavoratrice-mamma è un atto gravissimo. Inoltre, sempre più spesso, non è possibile ( e neanche è scontato) fare affidamento sui nonni o perché lontani o perché lavorano ancora.
In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, non investire nell'unica vera risorsa per il futuro, cioè nell'infanzia, è un atto criminoso.

giovedì 17 giugno 2010

Mio figlio è un prodigio!

"[...] "Tutti i bimbi sognano, ma sono i genitori che li spingono a tramutare i sogni in realtà, e i genitori odierni, appena intravedono qualcosa di speciale nei figli, diventano gli allenatori più inflessibili, con i danni che ciò può comportare", ammonisce Alan Goldbger, psicologo dello sport infantile[...]", da la Repubblica, venerdì 11 giugno 2010, pag. 38.
Perché secondo voi i genitori diventano gli allenatori più inflessibili? Motivi economici? Rivalsa sociale? Quanto inconsciamente agisce il bisogno o il desiderio dell'adulto in questa sovrapposizione di aspirazioni sul bambino?

giovedì 10 giugno 2010

Come stanno le donne oggi?

Ieri nel tardo pomeriggio abbiamo partecipato al convegno organizzato al Teatro Grassi di Milano da Donna Moderna e Centromarca sulla condizione della donna oggi.  Monica Fabris, presidente GpF, ha presentato i risultati  di una ricerca  condotta  sul pubblico di Donna Moderna per scoprire i cambiamenti  dell'universo femminile negli ultimi anni. Ciò che ci ha colpito maggiormente è il grande scarto tra ciò che la donna vorrebbe ottenere e ciò che effettivamente ha. Il condirettore di Donna Moderna, Cipriana Dall'Orto, ha chiesto se sono le donne a chiedere troppo a se stesse o se è la società che pretende troppo.
E' seguito un interessante dibattito tra la scrittrice Antonella Boralevi e l'attrice Amanda Sandrelli in cui sono emerse due differenti posizioni. La prima poneva l'accento sulla necessità per le donne di allentare le pretese verso se stesse e di concedersi di non essere perfette; la seconda, invece, notava come la società non offra una rete di sostegno efficiente per le donne, in particolare per le donne che lavorano e hanno una famiglia, alimentando così da un lato il senso di solitudine e, dall'altro, il senso di colpa per una gestione compressa dei tempi da dedicare alla famiglia e a se stesse.
E voi, donne, come state? E gli uomini?

martedì 8 giugno 2010

L'invasione della cellulite

C'è una pubblicità che dichiara con tono perentorio e assertivo: "La cellulite è una malattia".
Se così è, siamo in presenza di una pandemia e noi stiamo per morirne!
Come noi, peraltro, un congruo numero di donne e, probabilmente, anche qualche uomo...
Ciò posto, cosa non ci piace di questo messaggio?
Non ci piace il fatto che un inestetismo necessiti di toni gravi e seri per venderne il presunto rimedio.
Ammesso che la si possa chiamare malattia, ci sembra davvero esagerato e, quanto meno, inappropriato utilizzare un termine così carico di significati importanti e spesso dolorosi, sia a livello fisico sia a livello emotivo e psicologico.
Tutto questo ci appare molto grave, poiché è l'uso strumentale e tendenzioso del linguaggio che contribuisce a strutturare i "pensieri" di una società e a condizionarne i comportamenti. Così in modo sotterraneo e pervasivo si definisce ciò che ha valore e ciò che non ne ha, secondo parametri commerciali che tendono a omogeneizzare piuttosto che a differenziare.
Se poi davvero la cellulite fa parte di un quadro clinico importante, riteniamo che ci voglia ben più di una crema per curarla!

giovedì 3 giugno 2010

De: deficit erettile

"[...] a curare il deficit erettile o il proprio disagio sessuale è solo il 22% [...]; 2 milioni e 700 mila rimarrebbero in attesa, con la speranza che un giorno il problema si risolva da solo. E intanto fanno passare in media due anni prima di chiedere una visita [...]". Da la Repubblica, 1 giugno, pag. 32.
Perché? Perché, secondo voi, tanta reticenza sull'argomento? La coppia non dovrebbe essere il luogo della condivisione, dell'accoglienza e della comprensione? L'impotenza maschile paga il fatto di rimandare subito a una dimensione simbolica: ciò che immediatamente viene messo in discussione è la virilità, la potenza, l'idea del sesso forte. I modelli stessi diffusi impongono una cultura della performance che però inficia la comunicazione sull'argomento, riducendola a tabù. Ci troviamo a dover rispondere sempre di più a uno standard di desiderabilità sociale più che a un ascolto profondo dei nostri reali desideri.
Quanti altri esempi si possono fare?

giovedì 27 maggio 2010

La guerra raccontata ai bambini

Ciao a tutti!
Sabato 22 maggio, all'interno di un ciclo di letture nella biblioteca comunale di Lodi, è stata letta una fiaba che noi abbiamo scritto e illustrato. Le fiabe che scriviamo solitamente affrontano temi emotivi con il linguaggio simbolico, tipico delle fiabe, adatto e comprensibile dai bambini. Per questo, in genere, sono rivolte a genitori che vogliano comunicare attorno a nuclei emotivi con i propri figli in un modo rassicurante ed efficace.
In questo caso, la fiaba racconta la guerra (e il conflitto in senso ampio) attraverso la metafora del silenzio, sulla base di una storia personale narrataci da un'amica che ha vissuto in prima persona questa esperienza.
Vorremmo condividere con voi un'esperienza per noi emozionante!

giovedì 20 maggio 2010

Monster Parents

"[...] Ventiseimila insegnanti e altri operatori scolastici dell'area metropolitana di Tokyo hanno stipulato un'assicurazione contro azioni legali da parte dei genitori [...]", tratto da Il Venerdì di Repubblica, 14 maggio 2010, pag. 47.
Tutto ciò accade in Giappone, ma la situazione non sembra essere molto diversa in Italia. Spesso, infatti, i genitori ritengono il comportamento degli insegnanti eccessivamente severo o punitivo nei confronti dei loro figli. Benché i genitori esigano che i figli siano rispettosi nei confronti degli insegnanti, contraddicono con il loro atteggiamento questa pretesa, poiché nel contrastare le loro decisioni li destituiscono di ogni autorità.
Come possiamo insegnare a qualcuno a rispettare una figura istituzionale se non diamo noi per primi l'esempio?

giovedì 13 maggio 2010

Dimmi di no così so che mi ami

"Parlarne è un tabù. Ma è un fenomeno sempre più diffuso. Padri accoltellati per una sfida alla Playstation. Madri riempite di botte per comprarsi un vestito", tratto da Donna Moderna del 12 maggio 2010, pag.44.
I ragazzi adolescenti che utilizzano la violenza come forma di comunicazione intrafamiliare spesso hanno alle spalle un'infanzia da piccoli tiranni. Sono stati, cioè, bambini a cui sono stati detti pochi no, incapaci di gestire la frustrazione e di discernere tra desiderio e bisogno. Il rapporto con i genitori è fondamentale, tanto che, più avanti, l'articolo continua così: "[...] una volta un genitore voleva essere ubbidito. Oggi chiede di essere amato e non accetta la distanza emotiva del figlio [...] Un bambino che alza la voce provoca nei genitori una sofferenza insopportabile. Sa di avere un grande potere. E alla fine un padre o una madre cede a qualsiasi capriccio".
Bisogna ricordarsi, però, che un bambino così soffre, poiché egli necessita di no che siano regolatori dei suoi impulsi altrimenti non governabili.
Autorevolezza: la capacità di amare senza la paura di essere odiati.

giovedì 6 maggio 2010

Quando la mamma copia la figlia

Da la Repubblica, 4 maggio 2010, Quando la mamma copia la figlia, p. 31: "[...] Amiche, complici, quasi sorelle. Scambiano vestiti e libri, guardano insieme le serie televisive, scherzano sui maschi. Madri e figlie si assomigliano sempre di più, condividono gli stessi interessi [...]".
Più avanti lo psicoanalista Luigi Zoja  così commenta: "[...] E' importante essere anche amici con i propri figli, ma le amicizie possono finire, mentre il rapporto di genitorialità non muta con il tempo [...]".
Sicuramente i rapporti tra genitori e figli sono oggi più fluidi e questo apre un importante spazio di dialogo tra loro; il genitore, però, non dovrebbe mai rinunciare al proprio ruolo stabile e autorevole, poiché il suo compito è di essere un sicuro punto di riferimento.
Voi come descrivereste il rapporto con i vostri genitori da adolescenti? E, se ne avete, come descrivereste quello con i vostri figli?

giovedì 29 aprile 2010

Ci raccontate una storia?

"Nel regno degli smeraldi più luccicanti, Bibò guardava fuori dalla finestra in cerca di un'ispirazione... Improvvisamente qualcosa di inaspettato catturò la sua attenzione: le piccole primule color vinaccia avevano ripreso vita. Chissà perché questo semplice evento emozionò Bibò a tal punto da farle uscire una  minuscola lacrima; Bibò era felice per quella sfortunata piantina tornata a vivere. E poi pensò che era tutto merito della sua amica Bibì, che aveva curato con dedizione e pazienza la debole primula sfiorita: l'aveva innaffiata un po' ogni giorno e ogni giorno le aveva fatto fare una impercettibile rotazione a favore del sole e così i deboli fiorellini l'avevano ripagata. E sì, era proprio una specialità di Bibì prendersi cura degli altri, come quella volta..."

Secondo voi come continua la storia?

giovedì 22 aprile 2010

Sfida di logica...

Oggi vogliamo proporvi un indovinello di logica. Si tratta di un indovinello molto noto, ma di cui spesso si dimentica la soluzione. Voi la ricordate? Se no, sapete ricostruirla?
Buon divertimento!!!
 
"Un antropologo in vacanza nei mari del Sud capita in un'isola abitata dalle due proverbiali tribù dei bugiardi e dei sinceri. I membri di una tribù dicono sempre la verità, quelli dell'altra mentono sempre. Egli arriva ad un bivio e deve chiedere ad uno del posto quale via prendere per andare al villaggio, ma non ha modo di distinguere se l'indigeno sia uno di quelli che dicono la verità o un  bugiardo. L'antropologo pensa un momento e poi fa una sola domanda. Dalla risposta egli conosce quale sia la strada da prendere.
QUAL E' LA DOMANDA?"

mercoledì 14 aprile 2010

La presa della pastiglia

"[...] L'idea fissa del sesso, lo shopping sfrenato, le abbuffate. Per il nuovo Dsm ( Diagnostic And Statistical Manual Of Mental Disorders), bibbia della psichiatria Usa, adottata in tutto il mondo, sarebbero veri disturbi della personalità. Ma c'è chi lancia l'allarme: occhio alla medicalizzazione della normalità. E  agli interessi che la spingono [...] Questa medicalizzazione all'ingrosso di problemi normali potrebbe portare all'erroneo etichettamento di disturbo mentale per decine di milioni di passanti innocenti. E' una questione sociale che trascende la medicina [...]." Da E liberaci dal male di Riccardo Staglianò, Il venerdì di Repubblica, n° 1151 del 9 aprile 2010.
Questo articolo è molto interessante e prosegue evidenziando i rischi dell'utilizzo di pillole come rimedio per qualsiasi difficoltà esistenziale. Ciò che ci ha colpito è la genericità con cui vengono definiti i parametri per stabilire che cos'è un disturbo o, peggio, una patologia: per esempio, è significativa a riguardo la definizione del proposto disordine di ipersessualità, che consisterebbe "nell'occupare una gran quantità di tempo in fantasie e urgenze sessuali e nel pianificare e compiere comportamenti sessuali". Come osserva bene il giornalista, se bastasse questo, la maggior parte degli uomini etreo e gay sarebbero affetti da tale disordine.
Per il resto, vi rimandiamo all'articolo.
Quello che vorremmo sottolineare è che, proprio al contrario di quanto generalmente si creda, per chi, come noi, lavora nell'ambito della CURA dell'altro, la normalità è un concetto ampio, flessibile e impossibile da ingabbiare in definizioni troppo rigide. E' più frequente che un profano definisca depressione un dolore prolungato, ad esempio per un lutto, o iperattività una forma di vivacità...ecco perché gli interessi farmaceutici hanno buona presa su una parte consistente della popolazione, poiché sedare un dolore è più facile che attraversarlo, viverlo e condividerlo. Noi crediamo ancora nel potere della parola e della narrazione.

mercoledì 7 aprile 2010

Proust o del ricordo...

[...] Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito resi indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa [...]. da M. Proust, La ricerca del tempo perduto.
A chi non è capitato di essere avvolto da un nitido e lontano ricordo assaporando un cibo particolare o sentendo un profumo nell'aria?  
Ebbene qual è il primo ricordo della vostra infanzia che vi torna alla mente, cercando di collocarvi il più lontano possibile temporalmente?

 

giovedì 1 aprile 2010

Los Angeles, gennaio 1968

Non potendo dormire, televisione notturna, che dà film fino all'alba. Brevi film polizieschi, interrotti ogni dieci minuti da un minuto di pubblicità, che li migliora. Lo specifico televisivo è la pubblicità, dove si è in gara col tempo. Un minuto, mille dollari (o forse molto di più, non so bene), il che costringe a una dizione frenetica, per fare entrare il maggior numero di parole e di concetti nel dettato. La pubblicità migliora questi film, dicevo, allargando le loro storie di solito sciocche su un  piano di reale necessità industriali e commerciali, che danno loro un messaggio fondato sul sacro concetto del benessere collettivo [...].
Da Ennio Flaiano, Frasario Essenziale, Bompiani, Milano 1993, p. 45

C'è un benessere collettivo, che, forse, attiene di più ad un immaginario collettivo, e c'è un benessere personale che riguarda l'esperienza quotidiana. In entrambi i casi, quanto i condizionamenti culturali, sociali, mediatici... influenzano desideri e mezzi per raggiungere questo benessere? 

 

lunedì 15 marzo 2010

Se no ti arrabbiavi...

Ciao Chiara,
abbiamo letto il tuo post all'interno di "Una fiaba al giorno" e comprendiamo la tua preoccupazione.
Però più che risposte, avremmo domande da fare.
Vorremmo proportene alcune, come traccia di riflessione:
- E' la prima nota che la bambina prende?
- Se sì, come avete reagito alle altre?
- Il contenuto della nota può essere considerato "grave"o solo "informativo"?
- Che rapporto ha la bimba con l'autorità scolastica?
- Cosa è successo anche a scuola, dopo che l'episodio è stato reso noto?
In generale, comunque, il gesto va sanzionato, poiché è bene che pian piano la bimba prenda coscienza dell'importanza di un comportamento rispettoso delle regole di convivenza.
E' possibile che viceversa la bambina non creda che arrivi davvero la punizione.
Un'altra possibilità è che sia un modo estremo per attirare l'attenzione su di sé (l'atto riguarda la famiglia e la scuola), vista la presenza di una sorella così piccola (come stiamo a gelosia?).
E' sempre bene interrogarsi sul comportamento dei bambini, soprattutto in presenza di atti eclatanti; tuttavia questo non dovrebbe interferire nella risposta che l'adulto dà al bambino.
Per esempio (genericamente parlando): se mio figlio picchia un altro bimbo, subito gli dico che i bimbi non si picchiano e gli offro un'alternativa di comportamento; se è necessario sanziono l'accaduto ( lo allontano, lo metto a pensare...). Poi mi domando il perché di una modalità così aggressiva e valuto dove posso intervenire per modificare un simile atteggiamento.
Grazie per il tuo contributo!
A presto
Elena ed Elisabetta

giovedì 25 febbraio 2010

Notizie fresche

Citiamo da Donna Moderna del 3 marzo 2010, pag.142, nella rubrica Lento Veloce, uno stralcio dell'articolo di Valeria Cometti "Provando si impara (con pazienza)": "... Da piccola, quando ancora le targhe avevano le sigle delle città, viaggiando con i miei, ci divertivamo a riconoscerle e a collocarle nelle regioni. Province e capoluoghi li ricordo ancora oggi".
Attraverso il gioco si crea uno spazio in cui imparare diventa divertente e, soprattutto, particolarmente efficace, poiché, attraverso la sperimentazione diretta, l'apprendimento prende la forma dell'esperienza, e, perciò, diviene definitivo.
E voi? Vi ricordate qualche gioco che che facevate da bambini?

lunedì 18 gennaio 2010

Un buon malumore a tutti!

Ciao a tutti!
Speriamo che la pausa delle feste sia stata serena e riposante.
Ma che cosa ne dite del rientro al lavoro, a scuola...?
Avete avuto anche voi la sensazione di ricominciare a rilento e con grande fatica?
Spesso sembra di doversi ricogliere dalle vacanze! In effetti non è tanto sbagliato, poiché durante le pause festive i ritmi cambiano, ci rilassiamo e ci godiamo tempi più comodi. Bene così, perciò concediamoci un po' di svogliatezza nel riprendere le frenesia quotidiana, perché è inevitabile e funzionale al ritorno della consueta efficienza. Niente sensi di colpa! Impariamo piuttosto ad avere pazienza con gli altri, ma soprattutto con noi stessi!
Bentornati!