"La fiaba raggiunge i bambini esattamente dove sono: nel mondo fantastico. Li introduce alla narrazione, insegna loro a condividere le emozioni e, ovviamente, a esprimersi meglio".
La citazione è tratta dall'intervista rilasciata a Repubblica (pag.51) venerdì 16 ottobre 2009 dalla psicologa Silvia Vegetti Finzi, all'interno di un articolo più ampio che riporta i dati di una ricerca condotta in Gran Bretagna sulla difficoltà ad esprimersi da parte dei bambini.
Ciò che ci ha particolarmente colpite è che la difficoltà di espressione dei bambini dipende dalla carenza di comunicazione verbale in famiglia: si parla poco, con un vocabolario povero e si leggono e si raccontano sempre meno fiabe.
Siamo molto interessate a questo tema perchè riteniamo la fiaba elemento imprescindibile di formazione del bambino, poichè strumento per conoscere ed esplorare le proprie e altrui emozioni; il modo proprio dei bambini per sviluppare le proprie capacità cognitive ed emozionali e acquisire competenze linguistiche.
E voi, cosa ne pensate?
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Già, preziose le fiabe!
RispondiEliminaHo incontrato il vostro blog cercando in rete tutt'altro.... ma mi sono fermata a leggervi perchè toccate un punto che per me ha del magico! Mia figlia ha sei anni e abbiamo "da sempre" l'abitudine della lettura serale di un libro. Abitudine a cui mi avvicino sempre con curiosità, perchè ogni tanto, e in modo del tutto imprevedibilmente, diventa un momento di dialogo e comprensione straordinario di ciò che sta vivendo mia figlia (emozioni, paure, felicità,tensioni... Anche in questi primi mesi di scuola primaria...) e forse per lei, per Viola, un modo di sentirmi "emotivamente" vicina. E a volte mi sembra di essere un'esploratrice un pò incapace di fronte a un territorio meraviglioso e inesplorato ...
Anna ha per sua fortuna due genitori che le leggono molte fiabe e che con lei trovano sempre il tempo di parlare e ascoltarsi; oggi la fretta ci spinge a non vivere quei momenti di crescita dei nostri figli e capita spesso che la tv diventi il modo per "accontentarli", quando realmente lo facciamo per avere del tempo per Noi.
RispondiEliminaStiamo seduti con lei a giocare lasciando che sia il suo mondo ad avvolgere il nostro e non diamo dei limiti alla sua fantasia ma bensì camminiamo insieme, ridiamo e ci lasciamo trasportare.
Anna è curiosa, parla un buon italiano ricco di vocaboli e a volte da delle risposte talmente precise e pertinenti che rimango a bocca aperta; questo perchè l'intera famiglia le parla in modo chiaro, perchè vengono utilizzati tempi e modi giusti, e di questo ne vado fiero, perchè "vivo" questo suo crescere dentro anche nel poter parlare insieme e capirsi.
Consiglio anche, per non cadere nella solita tiritera di libri letti e stra-commerciali, di andare in libreria e mettersi a scegliere tra i molti libri di Illustratori, ragazzi, uomini, donne, che hanno messo nei loro colori e nelle loro forme, un infanzia diversa da quella che ci viene rifilata dai massmedia.
Se mi sarà permesso dalle due padrone di casa, mi piacerebbe riportare alcuni dei libri che leggo alla mia bimba, che ha quasi 5 anni.
Grazie dell'impegno che Voi ci mettete in questo Blog, e mi permetto di essere un ospite fisso del vostro "scoprire" e "capire".
Grazie, Luca A.
Ciao Alice e Luca e grazie!
RispondiEliminaEntrambi ci avete dato spunti interessanti focalizzando
elementi diversi, ma fondamentali.
Così approfittiamo del commento di Alice per riprendere un
aspetto cruciale della lettura di fiabe: la possibilità di
parlare liberamente delle proprie emozioni (positive e
negative) da parte dei bambini, grazie all'utilizzo di un
linguaggio metaforico ( e non razionale, proprio degli
adulti).
Sicuramente, poi, i momenti di grande cambiamento
necessitano di un tempo di "metabolizzazione"; in questo
senso può essere opportuno leggere fiabe che trattino il
tema del cambiamento anche in modo non esplicito.
Ed è proprio vero che il mondo dei bambini e i bambini
medesimi sono "un territorio meraviglioso e inesplorato";
è, altresì, vero che il dialogo e l'ascolto profondo
sono un buon modo di abitare e condividere questo mondo.
Guai se non ci fossero mai dubbi!
Luca pone l'attenzione su un altro aspetto essenziale della
relazione educativa con i propri figli: la proprietà di
linguaggio...spesso sottovalutata!
Vogliamo con ciò intendere la capacità di tradurre in
parole, in modo adeguato all'età, le diverse emozioni che
i bimbi provano.
Avere a disposizione tanti modi di dire una stessa cosa
(attingendo anche alla fantasia e al linguaggio figurato),
ci permette di comunicare con gli altri in maniera ricca e
molteplice.
Ci farebbe molto piacere ricevere indicazione su libri da leggere, tanto che invitiamo chi volesse a fare
altrettanto!
Ciao Elena ed Elisabetta siamo Manu e Mena, papà e mamma di Sonia 7 e Luigi 3!
RispondiEliminaCon la loro nascita, abbiamo scoperto quanto sia importante e molto divertente leggere con loro.
Si crea un rapporto intimo e nel contempo delicato.
Nascono emozioni che difficilmente si riuscirebbero ad esprimere.
Siamo diventati grandi lettori, e consigliamo vivamente tutti i genitori di leggere quante + storie possibili!
Crediamo che certi libri siano molto + interessanti di tanta televisione o di certi videogame!
A tal proposito, nostra figlia, nella lettera a Santa Lucia ha richiesto il Nintendo DS!
Sinceramente non sappiamo cosa fare. Ci date un consiglio in merito?
Siamo felici che il fato ci abbia portato da voi ed al vostro blog!
Ciao Mena e Manu,
RispondiEliminaargomento interessante quello dei videogames e sicuramente
condiviso da molti altri genitori.
Riguardo alla vostra domanda specifica, vorremmo rispondere
con una frase forse un pò abusata, ma non per questo meno
vera: non demonizziamo i videogames!
Fondamentale, come in tutte le cose, è dare regole chiare
e precise; definire un tempo di utilizzo e, soprattutto
inizialmente, accompagnare il bambino nell'utilizzo del
gioco.
Nello specifico, il Nintendo DS presenta anche alcuni non
sottovalutabili aspetti positivi, per esempio affina la
capacità di coordinazione oculo-manuale e incentiva
l'esercizio della lettura (per chi già legge), poiché la
riuscita del gioco in autonomia è gratificante per il
bambino; inoltre, aiuta a stimolare le capacità logiche e
di ragionamento.
E' vero che per quanto riguarda tutti i giochi di realtà
virtuale, è indispensabile e imprescindibile la presenza
di un adulto che costantemente aiuti il bambino a
distinguere correttamente ciò che è realtà da ciò
che è "per finta". Infatti, il bambino non è in grado di
farlo da solo (come accade, del resto, per ciò che vedono
in televisione).
Se poi, la paura è quella di sviluppare una sorta di
dipendenza valgono le regole che abbiamo detto sopra.
Ricordiamoci anche che i bambini interiorizzano facilmente
una regola data con sicurezza e precisione e imparano più
da un esempio concreto e continuo che non da un divieto.
Ciao Elena ed Elisabetta,
RispondiEliminasono Tania, di Percorsicreativi, in arte, cioè quando leggo ai bambini Cococò. Davvero interessante il vostro blog, soprattutto per chi come me ha competenza in materia di letteratura per l'infanzia, ma non ha una formazione pedagogica. A proposito di fiabe, sto rileggendo Il mondo incantato di Bettelheim.
Anch'io ho un blog, che si occupa di libri. Se avete voglia guardatelo e magari potremo collaborare o semplicemente diventare dei lettori fissi...(http://percorsicreativiblog.blogspot.com)
Intanto buon lavoro e buone letture
tania
Ciao Tania/Cococò, grazie per il tuo entusiasmo!
RispondiEliminaAbbiamo guardato il tuo blog e abbiamo trovato davvero stimolanti le vostre iniziative.
Bel libro "Il mondo incantato" di Bruno Bettelheim, ne approfittiamo per consigliarlo a chi volesse sapere cos'è una lettura psicoanalitica della fiaba.
Allora ci piace salutarvi con una citazione proprio da questo libro:"I miti e le fiabe rispondono entrambi agli interrogativi eterni:qual è la vera natura del mondo? Come dovrò vivervi la mia vita? Come posso essere davvero me stesso? Le risposte fornite dai miti sono precise, mentre la fiaba è allusiva; i suoi messaggi possono implicare delle soluzioni, ma essa non le presenta mai in modo esplicito."( B.Bettelheim, "Il mondo incantato", Feltrinelli, Milano 2008, pag.47).
ciao,sono Chiara mamma di due bambine: Sara di 8 anni e Silvia di 1 anno.
RispondiEliminaHo trovato il vostro blog interessante con molti spunti educativi.
Avrei piacere di avere un consiglio riguardo un episodio capitatomi settimana scorsa.
In breve mia figlia Sara ha cancellato dal diario una nota presa a scuola.
Non sapevo più come reagire;ero molto arrabbiata ma ,spiazzata dalla situazione,ho affrontato la cosa razionalmente.Con calma mi sono fatta spiegare da Sara le ragioni del suo gesto e lei mi ha risposto:"se no ti arrabbiavi".
Secondo voi perchè tanta paura?forse perchè ho sempre esagerato nell'arrabbiarmi e nelle punizioni?!
grazie
a presto