sabato 4 giugno 2011
lunedì 30 maggio 2011
Ho dimenticato mio figlio!
I bambini si possono dimenticare? NO!
Non è questione di moralismo, è questione di responsabilità e di priorità assolute!
In un mondo in cui imperversa la realtà virtuale si diffonde la percezione della reversibilità, anche in ambiti in cui non è ammissibile. Uno di questi è l'esistenza altrui che dipende totalmente da noi. Parliamo del rapporto unico e speciale dei genitori-figli. Non è possibile concedere deroghe, attenuanti o giustificazioni. Siamo custodi di vite e questa è una responsabilità enorme, troppo pesante? A volte sì, ma è parte del gioco che abbiamo deciso di giocare nel momento in cui abbiamo scelto di essere genitori.
Ciò che è accaduto nella cronaca di questi giorni e l'indulgenza con cui si è trattato INDIGNANO, perché sembra proprio che ci sia la paura di assumersi responsabilità e conseguenze. Abbiamo sentito invettive contro chi dimenticava animali in auto e comprensione più o meno manifesta per padri e madri che dimenticano i figli. E' giusto? Noi non crediamo. E se Sartre aveva ragione quando diceva che il gesto di un uomo è il gesto dell'Uomo (leggi umanità), noi, in quanto appartenenti al genere umano, ci vergogniamo.
Non è questione di moralismo, è questione di responsabilità e di priorità assolute!
In un mondo in cui imperversa la realtà virtuale si diffonde la percezione della reversibilità, anche in ambiti in cui non è ammissibile. Uno di questi è l'esistenza altrui che dipende totalmente da noi. Parliamo del rapporto unico e speciale dei genitori-figli. Non è possibile concedere deroghe, attenuanti o giustificazioni. Siamo custodi di vite e questa è una responsabilità enorme, troppo pesante? A volte sì, ma è parte del gioco che abbiamo deciso di giocare nel momento in cui abbiamo scelto di essere genitori.
Ciò che è accaduto nella cronaca di questi giorni e l'indulgenza con cui si è trattato INDIGNANO, perché sembra proprio che ci sia la paura di assumersi responsabilità e conseguenze. Abbiamo sentito invettive contro chi dimenticava animali in auto e comprensione più o meno manifesta per padri e madri che dimenticano i figli. E' giusto? Noi non crediamo. E se Sartre aveva ragione quando diceva che il gesto di un uomo è il gesto dell'Uomo (leggi umanità), noi, in quanto appartenenti al genere umano, ci vergogniamo.
giovedì 19 maggio 2011
Mamma-tigre o mamma-agnello?
"Rilassatevi, divertitevi, lasciate che i vostri figli stiano davanti al computer o alla tivù e per cena ordinategli la pizza. È l'inaspettato consiglio che un nuovo guru dell'infanzia (e adolescenza) dà ai genitori di oggi, spiegando che è impossibile programmare i bambini per farli diventare Einstein o Mozart. Sottoporli a impegni troppo gravosi e regole troppo severe può avere risultati controproducenti, ammonisce il professor Bryan Caplan in un nuovo manuale che fa discutere sulle due sponde dell'Atlantico: "Il talento e l'immaginazione non si possono insegnare, i figli vanno lasciati liberi di fare le scelte che desiderano, senza costringerli a una faticosa routine di sport, lezioni di danza e pianoforte, niente giochi e passatempi". (Tratto da la Repubblica)
Cosa pensate di questo modello? E' innovativo? O troppo permissivo? Propone la modalità più corretta per far emergere le vere inclinazioni di ognuno? O racchiude in sé un eccesso di permissivismo?
Cosa pensate di questo modello? E' innovativo? O troppo permissivo? Propone la modalità più corretta per far emergere le vere inclinazioni di ognuno? O racchiude in sé un eccesso di permissivismo?
giovedì 5 maggio 2011
Voglio essere una principessa
"Papà non sono il tuo tesoro: voglio essere una principessa. Non potresti chiamarmi princess?"
Coroncina di plastica sui lunghi capelli biondi e una maglietta con l'immagine di Rapunzel, [...] ultima affiliata all'esclusivo club delle principesse Disney, rappresenta bene il mondo da favola di Jenny Hyden, newyorkese di 4 anni. Ma non pensate che la sua innocente megalomania sia un caso isolato [...] A dare l'allarme ci ha pensato Peggy Orenstein, opinionista del New York Times ed esperta di girl-culture: diventata mamma nel 2004, pur vivendo in una città alternativa come Berkeley, si è vista sprofondare in un mondo rosa confetto dominato dal modello Cenerentola [...] "Certo, le principesse ci sono sempre state - riflette Peggy Orenstein - anche noi giocavamo così da bambine: prendevamo i gioielli della mamma, ci mettevamo uno scialle in testa. La differenza è che oggi quel gioco non è più una scelta, ma viene imposto dal mercato".
Come il bikini push per bambine di 6 anni messo in commercio da Abercrombie & Ficht, i make up per bambine di 8, e quelle Bratz in minigonna che fanno sembrare Barbie una bacchettona.
"Credo si tratti di una vera emergenza sociale - estremizza Peggy Orenstein - Ma qualcosa si sta muovendo. Non puoi pretendere che un bambino sia critico verso i suoi giocattoli. Puoi però mostrargli che c'è sempre qualcosa di più divertente da fare". (tratto da D di Repubblica del 30 aprile 2011).
Coroncina di plastica sui lunghi capelli biondi e una maglietta con l'immagine di Rapunzel, [...] ultima affiliata all'esclusivo club delle principesse Disney, rappresenta bene il mondo da favola di Jenny Hyden, newyorkese di 4 anni. Ma non pensate che la sua innocente megalomania sia un caso isolato [...] A dare l'allarme ci ha pensato Peggy Orenstein, opinionista del New York Times ed esperta di girl-culture: diventata mamma nel 2004, pur vivendo in una città alternativa come Berkeley, si è vista sprofondare in un mondo rosa confetto dominato dal modello Cenerentola [...] "Certo, le principesse ci sono sempre state - riflette Peggy Orenstein - anche noi giocavamo così da bambine: prendevamo i gioielli della mamma, ci mettevamo uno scialle in testa. La differenza è che oggi quel gioco non è più una scelta, ma viene imposto dal mercato".
Come il bikini push per bambine di 6 anni messo in commercio da Abercrombie & Ficht, i make up per bambine di 8, e quelle Bratz in minigonna che fanno sembrare Barbie una bacchettona.
"Credo si tratti di una vera emergenza sociale - estremizza Peggy Orenstein - Ma qualcosa si sta muovendo. Non puoi pretendere che un bambino sia critico verso i suoi giocattoli. Puoi però mostrargli che c'è sempre qualcosa di più divertente da fare". (tratto da D di Repubblica del 30 aprile 2011).
lunedì 21 marzo 2011
L'Italia è donna
Eleonora Duse
Ada Negri
Maria Montessori
Grazia Deledda
Anna Magnani
Rita Levi Montalcini
Nilde Iotti
Margherita Hack
Gae Aulenti
Oriana Fallaci
Carla Fracci
Prendendo spunto da un dossier di Donna Moderna in cui si rende omaggio all'intelligenza femminile, ci piacerebbe sapere quali altre donne, secondo voi, hanno reso grande il nostro Paese!
Ada Negri
Maria Montessori
Grazia Deledda
Anna Magnani
Rita Levi Montalcini
Nilde Iotti
Margherita Hack
Gae Aulenti
Oriana Fallaci
Carla Fracci
Prendendo spunto da un dossier di Donna Moderna in cui si rende omaggio all'intelligenza femminile, ci piacerebbe sapere quali altre donne, secondo voi, hanno reso grande il nostro Paese!
lunedì 28 febbraio 2011
Berlusconi vs Heidegger
"Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli che la famiglia vuole inculcare al suo interno". (S. Berlusconi)
Obiettiamo solo che né la famiglia né la scuola, qualunque sia, dovrebbero INCULCARE principi, bensì promuovere un PENSIERO CRITICO tale da liberare la realizzazione di una forma autentica di esistenza.
Al "sostituire dominando" prediligiamo l'"anticipare liberando" di heidegerriana memoria!
Obiettiamo solo che né la famiglia né la scuola, qualunque sia, dovrebbero INCULCARE principi, bensì promuovere un PENSIERO CRITICO tale da liberare la realizzazione di una forma autentica di esistenza.
Al "sostituire dominando" prediligiamo l'"anticipare liberando" di heidegerriana memoria!
lunedì 21 febbraio 2011
LITTLE MISS AMERICA
Arriva anche da noi "Little Miss America", programma americano che, come riporta Venerdì di Repubblica, "Un po' reality, un po' documentario, esplora il complesso mondo dei concorsi di bellezza per bambine." La beauty coach Margie Mooney più avanti ci spiega: "I giudici non cercano spontaneità né bellezza, cercano perfezione. Vanno a caccia di errori". E ancora la mamma di Eden, una delle piccole concorrenti, di fronte alla domanda sul futuro della bambina, risponde: "Ci penserò domani".
Ci rimane davvero poco da aggiungere e molta amarezza...
Ci rimane davvero poco da aggiungere e molta amarezza...
Iscriviti a:
Post (Atom)


















